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COMUNICATO STAMPA del 11-08-2023 PRECISAZIONE SINDACATI
La presa di posizione da parte di due organizzazioni sindacali, non tutte, sulla questione rifiuti sorprende molto, non perché sono chiamate in causa e criticate le forze politiche e le amministrazioni, dalla Regione, alla Provincia, ai comuni e al Cosmari, in quanto è perfettamente legittimo il potere di critica, ma perché vengono usati argomenti e dati palesemente inesatti (in alcuni casi falsi). Sorgono spontanee alcune domande: Quale alto obiettivo si nasconde nell’azione di delegittimazione delle istituzioni, delle amministrazioni e, non ultimo, di una società di gestione con oltre 600 dipendenti, fiore all’occhiello della nostra provincia?
Perché questa presa di posizione in questo momento? Perché si devono usare dati non veri che possono solo generare allarmismo e qualunquismo da parte di forze sindacali che hanno fino a ieri dialogato in un clima costruttivo con questa società, e che dovrebbero avere come fine ultimo la tutela assoluta dei lavoratori in essa impiegati?
Analizziamo di seguito i punti sollevati:
- Si accusa la classe politica di essere lontana anni luce dagli interessi dei cittadini, tanto da aver provocato un aumento esponenziale delle tariffe di oltre il 250%.
La dietrologia non serve a risolvere i problemi, certo che sui ritardi nell’individuazione della nuova discarica ognuno sa a che attribuire la responsabilità. Oggi, pur tra evidenti difficoltà, grazie all’azione congiunta dei comuni, dell’ATA e del Cosmari, è stato approntato ed approvato un Piano di emergenza che assicura uno smaltimento garantito fino al 2029, e che prevede, tra l’altro: l’impegno preso dal Presidente ATA di giungere entro fine anno alla definizione dell’iter per la nuova discarica, con l’individuazione di max 5 siti, l’avvio da parte di Cosmari dell’iter progettuale per l’ampliamento di 260.000 mc della discarica di Cingoli, l’accordo interprovinciale (Province di Fermo e Macerata), sulla base di dati che erano ben noti a tutti da tempo, che è stato attuato da qualche giorno, proprio in extremis visto l’imminente l’esaurimento di Cingoli.
- Tariffe aumentate del 250%.
Dato assolutamente falso. La situazione sopra descritta comporterà una variazione tariffaria del 14% circa nell’anno 2023 (che però non sarà applicato in questo anno ma spalmato negli anni successivi) e del 5,8% nel 2024, per cui l’aumento per i comuni è previsto in un 6,6% annuo in tre anni. Questo è il dato peggiore, in realtà l’incremento sarà minore in quanto dal 2025 si prevede una riduzione dei costi con l’avvio dell’ampliamento della discarica di Cingoli, e quindi un parziale recupero degli aumenti sopra indicati. Altro che aumenti di quel livello!
- Nell’accordo con Fermo sarebbe previsto di portare in discarica anche 25.000 ton all’anno di organico.
Assolutamente non vero! L’accordo con Fermo è stato raggiunto da Provincia e Cosmari per l’abbancamento di circa 25.000 ton in due anni di scarti del trattamento dei rifiuti urbani negli impianti del Cosmari. Nello stesso accordo sono stati inserite due possibilità che vengono incontro alle esigenze delle due società: ricevere nell’impianto in fase di costruzione a Fermo per il trattamento anaerobico della frazione organica negli anni 2026 e 2028 un quantitativo totale (non annuo) di 25.000 ton di frazione organica (praticamente la produzione di metà anno del nostro bacino), a fronte dell’applicazione di una riduzione della tariffa di conferimento in discarica fino ad Euro 102,75/ton. Quindi non 25.000 ton/anno come indicato ma 25.000 tonnellate una tantum nei tre anni indicati (2026-2028). C’è una bella differenza! Di contro a Fermo si concede la facoltà di conferire all’impianto del trattamento pannolini in realizzazione al Cosmari questi rifiuti. Le tariffe applicate per questi due rifiuti, organico di Cosmari e pannolini di Fermo, sono le stesse applicate nei rispettivi ambiti con la maggiorazione del 5%. In ogni caso queste sono opzioni e non specifici obblighi, tanto più per l’organico in quanto l’accordo prevede che se nel 2026 Cosmari decidesse di non conferire quel quantitativo di organico si applichebbe la tariffa piena sui rifiuti conferiti a Fermo negli anni 2023/2024 pari ad Euro 142,75/ton). Quindi assoluta libertà di decidere in un senso o nell’altro.
Da notare che questo prezzo massimo è comparabile con quanto pagato negli anni passati da Ascoli nella stessa discarica di Fermo (135,00 Euro/ton) e d è molto inferiore a quello richiesto dalla discarica di Pesaro (unica disponibile oltre Fermo).
Non si è svenduta quindi alcuna libertà della società, anzi si è inserita un’opzione che potrebbe essere utile a Cosmari: se i programmi saranno rispettati in quegli anni (2026/2028) sarà in fase realizzativa il biodigestore del Cosmari, che prevede anche la ristrutturazione dell’impianto attuale di compostaggio, per cui una riduzione limitata della produzione è più che plausibile. Altrimenti non se ne farà nulla! Crediamo di aver così fatto gli interessi veri della società!
Tanto meno questa facoltà potrà creare ipoteche sulla sostenibilità economica della società che viene invocata nel comunicato, anzi questo è segno di una politica di lungo respiro che denota lungimiranza. Il comunicato, infine, riporta anche la possibilità di ricorsi da parte di aziende che potrebbero trattare questi rifiuti organici a prezzi inferiori di quelli di Fermo. Guarda caso, (ma è un caso?), è la stessa obiezione che alcune aziende private stanno portando avanti in contrapposizione con i gestori pubblici in altre Regioni d’Italia. La valutazione sarà oggetto di considerazioni giuridiche quando sarà il momento, ma è preoccupante che proprio il sindacato assuma il ruolo di cassa di risonanza di osservazioni di gestori privati in contrapposizione con la gestione pubblica dei rifiuti!
- Fallimento del progetto del tanto decantato biodigestore e oneri di progettazione.
Altra affermazione campata in aria. Il progetto del biodigestore non è fallito: è stato approvato dal PNRR ma non è entrato nel finanziamento. Ma Cosmari ha più volte chiarito che questa opera, anche con altri finanziamenti, si farà, con la stessa potenzialità dell’impianto di compostaggio attuale. Si dovranno ridurre alcune opere marginali, mentre proseguirà l’iter autorizzativo da parte della provincia. Riguardo ai costi di progettazione, notevolmente inferiori a quelli indicati, nessun problema visto che l’opera sarà realizzata. Chi deve rispondere e di che cosa?
- Assenza di programmazione al Cosmari.
Come sempre, a corollario di assurde affermazioni, si invoca l’assenza di programmazione di Cosmari, e si citano il Piano Industriale, la sostituzione dei mezzi e l’organizzazione del personale.
Va tutto bene solo che così si perde la cognizione del tempo e non ci si accorge che tutte queste cose sono una realtà e che sono state attuate proprio grazie all’attività di questa governance che guida il Cosmari, così criticata nel comunicato. E’ stato approvato il Piano triennale con il programma degli investimenti (Euro 39.500.000 circa), sono state approvate e sono in corso di perfezionamento le gare per la sostituzione di oltre 1/3 del parco mezzi (investimento di circa Euro15.000.000), è stata approvata di recente una nuova organizzazione del personale. Non mi pare poco per un’azienda che non avrebbe programmazione!
- L’attuale dirigenza sembra aver perso ogni forza propulsiva.
Assolutamente non vero. Il passaggio della dirigenza è stato condotto con gradualità e massima collaborazione. Nessuna sbavatura e nessuna improvvisazione. Anche i rapporti con le organizzazioni sindacali sono stati all’impronta del dialogo, tanto è vero che in questi mesi gli incontri con i sindacati sono stati fatti in più occasioni, ma la situazione cogente degli ultimi due mesi, il periodo estivo e le necessità di operatività della direzione Cosmari non ha permesso un incontro su altri temi ma ciò non significa una chiusura come palesato. Asserire il contrario è francamente incomprensibile e forse si inquadra nelle oscure finalità che hanno provocato il comunicato. Citare tra le questioni che sarebbero improvvisate il porta a porta della raccolta pannolini nel comune di Civitanova avviato senza consultazioni sindacali è assurdo in quanto in quel comune da anni si è sperimentata la raccolta del centro abitato porta a porta dei pannolini e quello attuato è solo un ampliamento susseguente al programma iniziale. Doveva essere coinvolto il sindacato? Non ci sembra logico nel momento in cui si tratta di normale attività che non comporta alcun incremento nell’attività lavorativa. D’accordo sul ruolo e l’attività degli ispettori ambientali ma si rileva che questi operano su attivazione delle amministrazioni e con la collaborazione della polizia locale, pertanto non è facoltà di Cosmari procedere con il loro utilizzo massiccio né tantomeno con procedimenti sanzionatori che sono in capo a ufficiali di polizia.
In conclusione il Comunicato stampa, alla luce delle considerazioni di cui sopra, portato avanti con dati e considerazioni del tutto campate in aria, si presenta come un attacco ingiustificato al sistema di gestione dei rifiuti della nostra Provincia. Eppure a parole tutti lodano l’esperienza Macerata che garantisce gestione pubblica, servizi eccellenti ed economici, e occupazione di oltre 600 dipendenti, ai quali si applica la massima tutela lavorativa e sindacale. E allora perché?
Questa società non rinnega il dialogo con le forze sindacali e con i lavoratori, anzi lo ha sempre caldeggiato, la speranza è che quanto è avvenuto sia un incidente dettato da incomprensioni superabili con la buona volontà!
