Compostaggio

Il nuovo impianto per la produzione di compost di qualità, prevede la raccolta differenziata a monte del materiale organico proveniente dalle grandi utenze (ristoranti, mense, mercati). Oltre al materiale organico è prevista la raccolta di verde proveniente da potature ed altro e da fanghi di depurazione biologica provenienti da industrie alimentari.

Come per i Rifiuti Solidi Urbani, i materiali al ricevimento presso l’impianto vengono pesati utilizzando la medesima modalità di pesa a ponte. Però, diversamente dagli altri rifiuti, i materiali provenienti dalla raccolta differenziata di organico, verde e fanghi, al momento dello scarico sono controllati da un operatore che provvede a determinarne visivamente e prelevandone a volta campioni, il grado di purezza dei materiali in arrivo.

Dopo la pesatura, il rifiuto, viene portato all’accumulo, e a secondo che si tratti di materiale organico da raccolta differenziata RSU, materiale vegetale o fanghi , viene stivato, il primo in un locale chiuso in cui esiste un impianto di aspirazione dell’aria con filtrazione attraverso carboni attivi per deodorizzarla, oppure in vasche a cielo aperto per il verde ed i fanghi.

Il verde (materiale vegetale), appena scaricato e classificato, viene mandato alla triturazione.

Con una pala meccanica viene caricato su un apposito trituratore semovibile, con motore diesel, che ne permette l’uso, anche fuori dell’impianto. La macchina tritura il verde con un tamburo provvisto di mazzuoli che gira a bassa velocità e che può triturare e sfibrare fino a 60 m3/h di materiale.

Questa operazione è necessaria perché il materiale ligneo cellulosico, importante per l’elevato rapporto C/N (carbonio azoto), deve essere più facilmente attaccabile dai microrganismi aerobici che provvedono al processo di trasformazione biologica (compostaggio).

La presenza della parte ligneo cellulosica, permette al materiale di essere più poroso e funge anche da substrato al processo di compostaggio.

Una volta operata la triturazione e lo sfibramento del verde, i fanghi e l’organico vengono miscelati in opportune percentuali in due miscelatori di capacità di 15 m3, e con una potenzialità di circa 100 m3/h cadauno.

Il composto, prodotto dalla miscelazione ed omogeneizzazione dei diversi materiali, viene depositato nelle vasche di maturazione di due capannoni in cui sono presenti n. 21 e n. 27 vasche, delle dimensioni di 19×2,8 m. x 2,5 metri di altezza. Il prodotto permane per circa 15 giorni nelle vasche; viene rivoltato ogni due giorni e con insufflazione di aria viene favorito e controllato il processo di maturazione.

L’immissione di aria, al di sotto dei cumuli , garantisce e accelera la fermentazione aerobica; in questa fase gli operatori provvedono a controllare la temperatura, l’umidità ed altri parametri che consentono di tenere sotto osservazione l’andamento del processo di compostaggio e di correggere eventuali anomalie.

Dopo i primi 15 giorni di maturazione in “vasca” il compost viene portato nel capannone di stabilizzazione, previa raffinazione grossolana con vaglio a dischi, e quindi distribuito per partite nel capannone dove viene ancora rivoltato.

Terminata la maturazione nel capannone, il compost subisce una raffinazione. La presenza, già all’origine molto limitata, di plastica e vetro, permette di avere un prodotto ben raffinato utilizzando un vaglio, che, formato da un cilindro ruotante avente fori del diametro di 16 mm., separa le parti più grossolane (ad esempio le parti legnose) , mentre il compost che passa attraverso i fori, cade sopra ad un vaglio balistico che provvede a scartare gli eventuali inerti di piccole dimensioni (ad esempio pezzettini di vetro o sassolini) grazie alla differenza di rimbalzo che esiste tra il compost (morbido) e altro materiale più rigido. Il compost così ripulito, passa ad una macchina separatrice di inerti a letto fluido che provvede alla ripulitura più fine del compost che dopo questa passa sotto un magnete per l’eliminazione delle eventuali particelle metalliche.

Terminata questa operazione il compost è pronto per essere immagazzinato e commercializzato. A tale proposito il compost trova impiego ottimale come ammendante nelle colture ortive ed anche in pieno campo in quelle di pregio. L’impianto di compostaggio è oggetto di continui aggiornamenti e potenziamenti e allo stato è in grado di trattare tutta la produzione di FORSU della provincia di Macerata. Nel panorama regionale l’impianto di compostaggio del COSMARI è il più grande.

 

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